Otto racconti, una sceneggiatura teatrale e novanta storie in cinque righe, ognuna delle quali lascia la stessa orma di un romanzo completo. Questi gli ingredienti di La storia di oggi è… del trentacinquenne scrittore piacentino Nereo Trabacchi, che dopo i suoi primi tre romanzi (Brindo e me ne vado, Il re della città e La pelle del cuore) si veste da moderno cantastorie e ancora una volta percorre le strade di Piacenza attraverso i suoi numerosi personaggi. Un po’ di noir psicologico, una dose di mistery storico, alcune porzioni di fantasia e molto altro in queste pagine in cui certamente rimarrete incastrati come me fino alla fine.
Chi si aspettava un altro thriller alla maniera de "Il re della città" dovrà aspettare il prossimo romanzo, ma la sua sete di mistero, di suspense non andrà certo delusa da "La pelle del cuore". Alla terza prova letteraria Nereo Trabacchi cambia nuovamente registro e indaga l’animo umano nelle sfaccettature più torbide. Ancora Piacenza sullo sfondo, ma vista con distacco e l’incanto di chi non l’ha mai vissuta. La città accoglie nuovamente la storia offrendo ancora una volta la scenografia ideale per l’ambientazione della fabula, in questo caso di un dramma psicologico i cui contorni si intravedono, si percepiscono appena durante tutto il racconto per palesarsi solo nelle battute finali offrendo un effetto sorpresa cui l’autore ci ha abituati, ma a cui non ci abitueremo mai. I personaggi si raccontano e così facendo danno forma alla storia. Una storia dai tratti oscuri, torbidi. Un racconto psicologico scandito dai percorsi introspettivi dei tre protagonisti. Una maniera del narrare alla Arthur Schnitzler in chiave contemporanea. Detto e non detto si rincorrono per tutto il libro. Un segreto da custodire, uno scoperto e da far sparire, uno condiviso.