Nereo Trabacchi è nato a Piacenza il 20 febbraio del 1974.
Scrivere per lui, è una passione nata da ragazzino, quando si cimentava nel rimaneggiare la storia della sua famiglia divertendosi a immedesimare genitori zii e cugini negli scenari di telefilm alla Dallas o Dynasty (a dirla vera, non proprio tutti si divertivano).
Mischiare la fantasia alla realtà è sempre stato, ed è tutt’ora, il suo passatempo preferito.
I giornali locali pubblicavano volentieri i suoi racconti brevi, dove Piacenza, con le strette strade medievali e la sua fitta coltre di nebbia a farle da cappello, si adattava perfettamente come scenario per omicidi, rapimenti, magari per riportare alla luce alieni sotterrati da secoli nelle fondamenta di Palazzo Farnese, oppure far risvegliare l’ultimo uomo sulla terra in Piazza Cavalli.
Queste e molte altre storie nascono con estrema facilità nella mente di Nereo, come la vicenda di Tommaso Vetro protagonista del suo primo romanzo Brindo e me ne vado. Anche quest’opera era nata per essere un racconto, ma per l’autore era troppo divertente continuarlo e così diventava sempre un po’ più lungo, fino a sbocciare in un vero e proprio romanzo. Trabacchi ne pubblicò a sue spese alcune copie solo per il piacere di regalarlo ad amici e parenti quando li incontrava per la strada.
Una di queste capitò nelle mani di una casa editrice toscana che lo contattò per una proposta di pubblicazione e distribuzione sul territorio nazionale: fu l’inizio.
Poi venne Il re della città, un giallo dove un pazzo omicida lascia cadaveri sparpagliati per le vie del centro abitato con uno scopo ben preciso: giocare una macabra partita a scacchi.
La pelle del cuore, uscito l’anno successivo, narra di un dramma senza confini: la misteriosa morte di un figlio. Il fatto avviene nelle prime pagine, mentre nelle successive il lettore viene preso per mano da Nereo e accompagnato nel fitto e intricato percorso psicologico dei due genitori.
Con La storia di oggi è... si torna alla prima vecchia passione: i racconti brevi. Brevi sì, ma così intensi da lasciare tracce importanti.
E finalmente, l’8 dicembre 2010 arriverà l’ultima fatica: La città di stoffa.
Anticipare qualcosa di questo libro è cosa assai ardua. Il consiglio è di leggere il primo capitolo disponibile su questo stesso sito. Quando gli effetti del brivido che vi avrà attraversato in verticale saranno terminati, inizierete a contare i giorni che vi separano dall’avere l’intero volume tra le mani.
Ah, un ammonimento. Se leggerete questo libro nel vostro letto prima di addormentarvi, al vostro posto, durante la notte, non lo lascerei sul comodino accanto a voi: correreste il rischio di riaccendere la luce per terminalo e passare così una notte... in bianco.
I motivi li scoprirete molto presto... Ovviamente se lo vorrete.
Buona lettura.